PerLeDonne Associazione di volontariato - Piazzale Giovanni dalle Bande Nere, 11 - Imola

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Centro Antiviolenza

Il Centro Antiviolenza dell’Associazione PerLeDonne opera dal 2012 con la mission di produrre azioni specifiche volte al contrasto del fenomeno della violenza verso le donne, le/gli adolescenti, le/i bambine/i. Si muove e opera nell’ambito delle pratiche e del pensiero della differenza di genere, sviluppato da filosofe, psicoanaliste, sociologhe, antropologhe, avvocate e ricercatrici. Fonda le proprie attività sulla volontà di costruire un luogo “altro” per le donne che subiscono o che hanno subìto maltrattamenti e/o violenze, che contenga il desiderio di affermazione di libertà femminile rendendola “visibile” e percorribile a tutte le donne.

È un luogo dove le donne possono confrontarsi con il problema della violenza, trovando uno spazio di ascolto e di sostegno concreto, ma anche un luogo di confronto e condivisione con il preciso scopo di essere propulsivo e propositivo. Vi lavorano donne professioniste che operano in regime di volontariato.

Tutte le operatrici volontarie hanno sviluppato competenze professionali attraverso formazione specifica, supervisione, partecipazione a stage, convegni, eventi formativi, esperienza diretta di ascolto, accoglienza e relazione con le donne.

 

Alcuni temi specifici di formazione riguardano:

  • La differenza di genere, gli stereotipi e i pregiudizi
  • Il femicidio, il femminicidio, il maltrattamento, la violenza di genere intra ed extra familiare, la violenza convissuta
  • Le forme e le declinazioni della violenza
  • Metodologia e tecniche dell’accoglienza alle donne che hanno subìto violenza
  • Dinamiche e psicologia delle donne che hanno subìto violenza
  • Ascolto attivo ed empatico: la sospensione del giudizio
  • La relazione d’aiuto e di cura con le donne vittime di violenza: l’empowerment
  • Rilevazione e analisi del bisogno
  • Rilevazione e analisi del disagio delle donne e dei figli minori delle donne accolte
  • Tecniche per la rilevazione del livello di rischio (riadattamento del modello SARA)
  • Tecniche per l’organizzazione di un piano di fuga
  • Conoscenza dettagliata della rete dei servizi esistenti sul territorio