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Trasmettiamo da “CHE RADIO DI GENERE!”
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SEGNA LA DATA! Nell’ambito del progetto “Che radio di genere!” PRIMA TRASMISSIONE RADIOFONICA Giovedì 25 Novembre! Sintonizzati con noi!
Donne con disabilità: non solo violenza
Interviene Maria Cristina Pesci
Sabato 4 Dicembre 2021, ore 15.30
Sala delle Stagioni, via Emilia 25
Corso di formazione per operatrici volontarie di accoglienza
Si svolgerà dal 13 Gennaio al 24 Febbraio 2022 presso la sede dell’Associazione PerLeDonne, continua a seguirci per tutti gli aggiornamenti
CLICCA QUI PER ISCRIVERTI!
Reddito di Libertà per donne vittime di violenza – INPS
Finalmente un reddito dedicato alle donne che intraprendono un percorso di uscita dalla violenza. Il reddito di libertà consiste in un aiuto economico di 400 euro al mese al massimo per un anno, è rivolto a donne vittime di violenza e in difficoltà ed è compatibile con il reddito di cittadinanza o altri sussidi economici.
La domanda per ottenere il reddito di libertà deve essere presentata all’Inps dalle donne vittime di violenza, sole o con figli minori a carico, già seguite dai centri anti violenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali locali.
Destinatarie del contributo sono le donne residenti nel territorio italiano che siano cittadine italiane o comunitarie oppure, in caso di cittadine di Stato extracomunitario, in possesso di regolare permesso di soggiorno. Queste donne devono avere intrapreso un percorso di fuoriuscita della violenza. Il reddito quindi interviene per sostenere il loro percorso di autonomia personale, nonché per la tutela e il sostegno per la crescita dei figli.
La domanda va fatta nella Regione di residenza o in quella di domicilio, attraverso gli sportelli comunali, secondo le specifiche scadenze stabilite da tali Enti. Al fine di facilitare la presentazione in via telematica delle istanze all’INPS, è stata predisposta una specifica piattaforma di collegamento con i Comuni italiani che permetterà di inoltrare l’istanza redatta dalla cittadina interessata.
La domanda per il Reddito di Libertà viene presentata dalle donne interessate, direttamente o mediante un rappresentante legale o un delegato, per il tramite del Comune competente per residenza, utilizzando questo modello. La domanda dovrà essere presenta all’INPS con una dichiarazione firmata dal rappresentante legale del centro antiviolenza che ha preso in carica la donna e deve attestare il percorso di emancipazione e autonomia che l’interessata ha intrapreso.
Alla domanda sarà inoltre, necessario allegare anche la certificazione relativa alla condizione di povertà attestata dal servizio sociale professionale di riferimento territoriale che segue la donna.
Consigli di lettura di Novembre: “SEI BELLA CHE FAI MALE” di Elena Cartas
Francesca è una specie di strega moderna con il potere di leggere le mani e una grande passione per Instagram, i libri sui vampiri e la musica dei fantastici Hula Hop.
La sua vita non è proprio semplice, considerando che si sente irrimediabilmente grassa, mentre Gloria, la sua migliore amica, ha un fisico da modella. A peggiorare le cose, poi, c’è Antonio che la cerca, la bacia e scompare, senza rispondere più neanche a un messaggio.
Per fortuna c’è Euridice. Euridice che le scrive sempre, che la consola, che la salva. Euridice che dà colore e senso alle peggiori assurdità. Ma chi è veramente Euridice?
Un Young Adult e non solo
Sei bella che fai male parla di adolescenti e con il linguaggio degli adolescenti. Anche lettori adulti, però, specialmente genitori e insegnanti di ragazzi che questa età la stanno vivendo o la vivranno a breve, possono riscoprire parti di sé dimenticate ma che è il momento di ascoltare di nuovo.
“Ho scritto il libro che avrei voluto leggere da adolescente, – scrive Elena Cartas – quando la mia generazione era bombardata da immagini mediatiche del corpo femminile tutt’altro che inclusive. L’ho scritto con l’intento di dare voce a personaggi la cui verità profonda è lontana mille miglia non solo da ciò che la società considera vincente, ma spesso anche da ciò che è considerato accettabile. È stato liberatorio. Ho riso tanto.”
www.elenacartas.com
Per contattare l’autrice: elena.cartas.author@gmail.com
Immagine di pch.vector su Freepik





