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Presentazione libro “Queer. Storia culturale della comunità LGBT+”


Giovedì 6 Ottobre 2022, ore 17,30
Imola, Biblioteca Comunale, via Emilia 80

Consigli di lettura di Settembre: “IL BALLO DELLE PAZZE” di Victoria Mas

Fine Ottocento. Nel famoso ospedale psichiatrico della Salpêtrière, diretto dall’illustre dottor Charcot (uno dei maestri di Freud), prende piede uno strano esperimento: un ballo in maschera dove la Parigi-bene può “incontrare” e vedere le pazienti del manicomio al suono dei valzer e delle polka. Parigi, 1885. A fine Ottocento l’ospedale della Salpêtrière è né più né meno che un manicomio femminile. Certo, le internate non sono più tenute in catene come nel Seicento, vengono chiamate “isteriche” e curate con l’ipnosi dall’illustre dottor Charcot, ma sono comunque strettamente sorvegliate, tagliate fuori da ogni contatto con l’esterno e sottoposte a esperimenti azzardati e impietosi. Alla Salpêtrière si entra e non si esce. In realtà buona parte delle cosiddette alienate sono donne scomode, rifiutate, che le loro famiglie abbandonano in ospedale per sbarazzarsene. Alla Salpêtrière si incontrano: Louise, adolescente figlia del popolo, finita lì in seguito a terribili vicissitudini che hanno sconvolto la sua giovane vita; Eugénie, signorina di buona famiglia allontanata dai suoi perché troppo bizzarra e anticonformista; Geneviève, la capoinfermiera rigida e severa, convinta della superiorità della scienza su tutto. E poi c’è Thérèse, la decana delle internate, molto più saggia che pazza, una specie di madre per le più giovani. Benché molto diverse, tutte hanno chiara una cosa: la loro sorte è stata decisa dagli uomini, dallo strapotere che gli uomini hanno sulle donne. A sconvolgere e trasformare la loro vita sarà il “ballo delle pazze”, ossia il ballo mascherato che si tiene ogni anno alla Salpêtrière e a cui viene invitata la crème di Parigi. In quell’occasione, mascherarsi farà cadere ogni maschera.

(ibs.it)

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Consigli di lettura di Agosto: “VALCHIRIE ROSSE. LE RIVOLUZIONARIE DELL’EST EUROPA” di Khristen R. Ghodsee

Cinque ritratti di rivoluzionarie socialiste che hanno cambiato la storia politica, sociale e culturale delle donne in Europa e nel mondo. L’aristocratica Aleksandra Kollontaj, protagonista della Rivoluzione bolscevica; la pedagogista radicale Nadezda Krupskaja, che fu moglie di Lenin; la passionale Inessa Armand, che fu stretta collaboratrice di Lenin e forse sua amante; l’infallibile cecchina antinazista Ljudmila Pavlicenko; la partigiana bulgara Elena Lagadinova, scienziata e leader del movimento globale delle donne: attraverso le vite di queste attiviste vissute a cavallo tra Otto e Novecento, Kristen R. Ghodsee traccia un’affascinante storia alternativa del movimento femminista. Le Valchirie rosse furono promotrici di un femminismo originale, e in parte inesplorato, che si sviluppò nell’Europa dell’Est, distinguendosi, per modalità e fini, da quello occidentale. Convinte, come scrive Noemi Ghetti nella prefazione al volume, che «l’auspicato avvento dell’uomo nuovo non ci sarebbe mai stato senza la formazione di una nuova donna», queste rivoluzionarie ripensarono radicalmente il ruolo della donna nella famiglia e nella società, spesso scontrandosi con le resistenze dei compagni maschi, che consideravano la questione femminile un obiettivo secondario rispetto alla rivoluzione e all’edificazione dello Stato socialista.

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Richieste per Sen. Valeria Valente

Richieste di intervento per la Senatrice Valeria Valente
per azioni adeguate al fenomeno della violenza di genere

da parte di PerLeDonne e Trama di Terre

 • formare gli attori coinvolti, per una migliore lettura del fenomeno in tutti i suoi aspetti, che deve essere una lettura di genere.

 • dare rilevanza maggiore al tema della violenza assistita; vigendo la regola della bigenitorialità, succede frequentemente che non venga rilevata la situazione di violenza domestica nei giudizi di separazione e divorzio, e di conseguenza i figli vengono affidati al padre, che magari ha più possibilità economiche, facendo prevalere i diritti dell’uomo maltrattante sui diritti del minore.

 • abbattere lo stereotipo per cui l’uomo maltrattante può essere un buon padre, questo non è vero ed è estremamente pericoloso, lo dicono le statistiche.

 • lavorare dal punto di vista della divulgazione, per far conoscere il problema della violenza di genere e della violenza domestica; trattando il tema in televisione, sui social network, nei giornali, le donne hanno più possibilità di prendere maggiore consapevolezza.

 • rendere più presenti le istituzioni con maggiore presenza sui territori per accrescere il numero degli interventi; tantissime istanze attivate sino ad ora non hanno avuto una vera risposta di protezione e presa in carico del problema, anche a causa della scarsità di fondi rispetto alla continua emergenza e necessità di inserimento ed accompagnamento, oltre alla poca considerazione del percorso da fare oltre al primo intervento.

 • incentivare interventi nell’ottica della parità di genere nelle politiche sociali, che non significa solamente stesso numero di posti di lavoro (questione comunque ancora lontana dall’essere realizzata), ma anche e soprattutto uguale rispetto e considerazione in tutti gli ambiti della vita pubblica e privata. 
sottolineare l’importanza dell’accoglienza abitativa, lavorare per dare più importanza alla donna, che deve rimanere nella sua abitazione abituale, invece che all’intervento di emergenza per cui poi la donna, spesso in difficoltà economica, deve poi ricostruirsi una stabilità da zero.

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Consigli di lettura di Luglio: “ALEXIS” di Marguerite Yourcenar

Romanzo che nel 1929 segnò l’esordio di Marguerite Yourcenar nella letteratura, Alexis ha la qualità propria dei libri che restano nel tempo: la grandezza che si riconosce solo più tardi, come è avvenuto per l’Opera al nero e le Memorie di Adriano. E’ la storia di un giovane che cerca di uscire dalla situazione falsa che mette in scacco il suo matrimonio. Al momento di abbandonare la moglie, egli le scrive le ragioni del suo distacco, chiamandola a testimone della lotta vana che ha condotto contro la propria inclinazione omosessuale. Reagendo a una prova precedente che indulgeva alla moda delle biografie romanzate (Pindare), la Yourcenar, ventiquattrenne come Alexis, si concentra qui per la prima volta su una vicenda delimitata, “intimista”, spingendosi in profondità nella psicologia del personaggio. L’omosessualità e il titolo stesso del romanzo richiamano un’opera giovanile di Gide (il Traité du vain désir), ma si avverte molto più forte l’influenza del Rilke di Malte Lauridis Brigge, a cui sono vicini il tono, gli scrupoli, la religiosità di Alexis, quella tenerezza diffusa che egli emana sulle persone e le cose. Un libro raro, e di quelli della Yourcenar uno dei pochissimi ch’ella non abbia provato a riscrivere, paga di aver detto quanto c’era da dire.

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Fonte: libreriacontrovento.it

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Videomessaggio Senatrice Valeria Valente, 13.07.2022

Videomessaggio nell’ambito delle iniziative in occasione del Decennale della nostra Associazione PerLeDonne ODV della Senatrice Valeria Valente, Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonchè su ogni forma di violenza di genereMOSTRA MENO