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Consigli di lettura di Febbraio: “IL CORPO DELLE DONNE” di Lorella Zanardo
Da anni le donne italiane tacciono. Per fortuna non l’autrice de “Il corpo delle donne”. Lei si è ribellata alla dittatura dei media usando per il suo documentario di denuncia le stesse immagini televisive che quotidianamente offendono la dignità femminile. “Perché le donne italiane continuano a sopportare una televisione che le umilia profondamente?” chiede Lorella Zanardo. “Perché le donne hanno silenziosamente introiettato il presunto modello maschile di bellezza e perché le donne italiane accettano di lavorare più di tutte le donne europee?” Attraverso i commenti che le lettrici del blog ilcorpodelledonne.com le inviano, Lorella Zanardo intuisce che il silenzio delle donne è solo nella sfera pubblica, mentre nell’ambito privato sono in atto cambiamenti profondi che la società e la politica non sono in grado di riconoscere. Dice Lorella Zanardo: “Se con il documentario mi ero proposta di lavorare sulla consapevolezza delle donne, di stimolarla e se possibile di approfondirla, a partire dai danni provocati dalla tv, il libro contempla anche la proposta di un metodo concreto su come educare i più giovani a una visione critica dei media: ‘Nuovi Occhi per la tv’ diventa così un percorso formativo per cambiare, da subito e concretamente”. Più di un manifesto, più della ricostruzione di una stagione di lotta contro l’arroganza televisiva, “Il corpo delle donne” è innanzitutto la storia di una donna che ha finalmente detto basta all’abuso mediatico del corpo femminile.
(lafeltrinelli.it)
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Consigli di lettura di Febbraio: “VIVIAN MAIER. VITA E FORTUNA DI UNA FOTOGRAFA” di Pamela Bannos
Chi era Vivian Maier? Molti la conoscono come la bambinaia solitaria di Chicago che vagava per la città scattando fotografie rimaste a lungo nascoste fino a quando non sono state ritrovate casualmente. Quelle immagini, diffuse quando la sua autrice era ormai morta, ignara dell’attenzione che si stava scatenando intorno a lei, hanno rivelato al mondo Vivian Maier come una maestra della street photography americana. In questa biografia Pamela Bannos rivela come la storia della Mary Poppins burbera e riservata abbia oscurato il suo vero volto: Vivian Maier non deve essere considerata una tata che si dilettava di fotografa ma una fotografa che si manteneva facendo la babysitter. Nel libro per la prima volta la “bambinaia” appare come una fotografa consapevole del proprio lavoro e delle sue immagini nonostante abbia scelto di non mostrarle mai.
(mondadoristore.it)
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Disapplicazione delle normative internazionali e nazionali in materia di violenza maschile contro le donne
Adesione del coordinamento dei Centri Antiviolenza della Regione Emilia Romagna
Consiglio Superiore Magistratura
Presidente pro tempore Sergio Mattarella, Vicepresidente David Ermini
Ministra della Giustizia Marta Cartabia
Ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti
Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati
Presidente della Camera Roberto Fico
p.c.
Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio
Senatrice Valeria Valente
Gentilissimi,
bisogna ormai prendere atto che le convenzioni internazionali e le varie leggi nazionali approvate nell’intento di ostacolare il dilagare della violenza maschile contro le donne e i loro figli vengono contraddette, a volte negate, dai provvedimenti giudiziali.
Il Rapporto sulla violenza di genere e domestica nella realtà giudiziaria della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Femminicidio evidenzia con estrema chiarezza come la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, altrimenti detta Convenzione di Istanbul
– ratificata dal nostro Paese nel 2013 – sia ben lontana dall’essere pienamente recepita ed applicata.
Secondo il Rapporto giudici, avvocati e consulenti tecnici (per la maggior parte psicologi), – e noi aggiungiamo anche assistenti sociali, forze dell’ordine e altri dipendenti pubblici preposti alla tutela di donne e bambini – spesso non hanno la formazione adeguata a valutare la violenza maschile contro le donne nei casi di femminicidio, stupro, separazione e divorzio.
E inoltre, i pochi magistrati specializzati sul tema non si occupano solo di violenza e i procedimenti in materia di violenza non sono sempre assegnati a loro. Nelle procure di piccole dimensioni poi, spesso non esistono magistrati specializzati.
Eppure la specializzazione di tutti gli operatori è, giustamente, uno dei principi fondamentali della Convenzione di Istanbul perché la formazione inadeguata porta all’incapacità di individuare il fenomeno della violenza, con conseguenza nefaste per la vita di donne e bambini.
A quasi 10 anni dalla ratifica della convenzione, diventa quindi improrogabile prevedere con urgenza la formazione obbligatoria delle figure sopra menzionate da parte di esperte di violenza di genere e di diritti delle donne.
Il sistema non funziona, i fatti di cronaca quasi giornalieri lo dimostrano. Se c’è la volontà politica di arginare la violenza maschile contro le donne, allora bisogna farlo e senza indugio.
In Spagna questa volontà esiste e la riprova è che i femminicidi sono quasi la metà di quelli italiani. Ci sono tribunali speciali e le vittime possono ricevere gratuitamente assistenza legale e psicologica nonché aiuti economici. L’esistenza di questi tribunali ha portato ad una maggiore specializzazione di tutto il personale giudiziario e dal luglio 2021 è stata introdotta la formazione obbligatoria e annuale delle forze dell’ordine. Inoltre, per prevenire la violenza maschile contro le donne, nelle scuole spagnole si insegna la parità tra donne e uomini.
Tornando all’Italia, nelle cause di separazione poi, una distorta ma dominante interpretazione della legge sull’affido condiviso, considera prioritaria la presenza dei padri, anche se violenti, nella vita dei figli. A causa di ciò, i minori diventano vittime insieme alle madri.
Il caso recente del bambino ucciso per accoltellamento dal padre a Varese, come rilevato dalla stessa Ministra Cartabia disponendo un’ispezione presso il Tribunale, indica la discontinuità tra provvedimenti giudiziali quali quello del Gip di Varese e numerosi avvertimenti sociali, le indicazioni delle convenzioni internazionali ratificati dal parlamento e le direttive emanate dalla Procura dello stesso Tribunale di Varese in materia di tutela delle vittime di violenza ( Direttive interpretative e organizzative conseguenti all’entrata in vigore della legge 19 luglio 2019 n. 60 cd Codice Rosso)”.
Sembra che politica e magistratura non imparino mai dagli allarmanti fatti di cronaca: lo stesso omicidio efferato fu commesso nel 2005, quando il piccolo Federico Barakat venne ucciso dal padre durante una visita protetta imposta dai servizi sociali, alla quale la madre Antonella Penati si era opposta.
A questo proposito, l’approvazione del ddl 2417 per l’introduzione di più stringenti ed adeguate garanzie di sicurezza dei minori, presentato in Senato scorso ottobre, prima firmataria la Senatrice Valente, rappresenterebbe un valido strumento per pervenire alla soluzione della problematica sopra esposta, affermando il principio che un uomo violento non può essere un buon padre.
Invitiamo quindi le Autorità in indirizzo, ognuno negli ambiti di rispettiva competenza, ad agire immediatamente affinché l’inerzia della politica e delle Istituzioni non diventi palese complicità con gli assassini e i violentatori e l’ignoranza di tutti gli operatori preposti alla tutela di donne e bambini non convincano definitivamente le donne vittime di violenza dell’inutilità della denuncia.
Ringraziamo anticipatamente per l’attenzione e restiamo in attesa di pronto riscontro.
L’impegno della Rai per una equilibrata rappresentazione di genere
Firmato dalla Presidente Soldi il Memorandum d’Intesa “No Women No Panel”
https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=%2Farticoli%2F2022%2F01%2FLimpegno-della-Rai-per-una-equilibrata-rappresentazione-di-genere-e5974aaf-23ae-4aaa-828d-28dace0d92a4-ssi.html&fbclid=IwAR1XNeLa0pcHCeR_95WxTKgzS_t4EFLDsUSn-esHbENwrDbqOkpITfQ_9XY
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Consigli di lettura di Gennaio: “LA LADRA DI PAROLE” di Abi Darè
A Ikati, un villaggio nel cuore della Nigeria, il destino delle donne è segnato: passano l’infanzia a occuparsi della casa e dei fratelli più piccoli, vanno a scuola solo per imparare a leggere e scrivere e poi vengono date in moglie al miglior offerente. Ma la quattordicenne Adunni è diversa: ama studiare, scoprire parole nuove per dar voce ai propri pensieri, per capire il mondo, per immaginare un altro futuro. E sogna di diventare maestra, di spiegare alle bambine come, grazie all’istruzione, possano liberarsi della miseria, guardare lontano, cercare la loro strada. Un sogno che però sembra infrangersi la mattina in cui il padre le annuncia di averla promessa a Morufu, un uomo molto più vecchio di lei e con già altre due mogli. Adunni sa che la sua famiglia ha un disperato bisogno dei soldi di Morufu, eppure non si arrende, nemmeno dopo aver compiuto il suo dovere di figlia, nemmeno dopo che una tragedia la obbligherà a scappare a Lagos, dove diventerà la serva di una donna prepotente e crudele. Anche nell’ora più buia, Adunni saprà trovare parole di coraggio e di speranza, parole che le daranno la forza di trasformare il suo sogno in realtà.
(lafeltrinelli.it)
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Regione Emilia Romagna – Assemblea Legislativa
Seduta straordinaria del 13 Dicembre 2021
L’Assemblea Legislativa approva la risoluzione contro la violenza sulle donne
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